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Questo 2010, tra le tante stranezze, ci regala un’interpretazione della legge sulla Par Condicio che ha cancellato il dibattito politico sulle reti televisive Rai. Come si ricorderà la legge fu emanata a suo tempo per garantire tutte le forze politiche, per dare la giusta visibilità nelle competizioni elettorali, anche a chi non dispone di reti televisive di famiglia. La notizia è che nei giorni scorsi, la Commissione Parlamentare di Vigilanza sul sistema radio televisivo ha confermato la sospensione di tutte le trasmissioni di approfondimento politico della Rai. Oscurate, quindi, nel periodo elettorale, “Ballarò, Annozero, Porta a Porta e l’Ultima parola”. Sembra incredibile come alla vigilia delle elezioni per il rinnovo di importanti Consigli regionali (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) si sia voluto cancellare il dibattito politico sulla televisione pubblica. Numerosi invece i monologhi del Presidente del Consiglio per il quale spazio c'é sempre tanto spazio. In alternativa, e per la “corretta informazione”, sono in onda trasmissioni simil Tribuna Politica, ad orari grotteschi: gli appelli al voto sono trasmessi da Rai Uno alle 6,27 (4 minuti per ciascun rappresentante politico, ascolto medio di 160.000 persone); su Rai Tre alle 14,00 va un po’ meglio (600.000 ascoltatori), comunque si parla del 3,5% degli utenti. Al di là di altre considerazioni si possono quantificare i danni economici per la Rai: il 16 marzo, nello spazio di Ballarò, il cui ascolto medio è stato del 15,5 % dello share, è andata in onda la Tribuna elettorale con le conferenze stampa di Destra-Lega Nord e di Alleanza di Centro –PdL. I beneficiari sono stati 718.000 per uno share del 2,47%. Intanto i conduttori sospesi cercano vie alternative: ieri da Torino è partito il “Giro d’Italia 4x4” di Giovanni Floris, un talk – show itinerante di 4 puntate, quelle di Ballarò cancellate dal Cda della Rai. Su proposta della Federazione Nazionale della Stampa, cui si unisce l’appello di Michele Santoro, si cerca di organizzare il 25 marzo, dal Paladozza di Bologna, "Rai per una notte", a difesa della libertà d'informazione. L’appello del conduttore di Anno Zero chiede aiuto a tutti per raccogliere i fondi necessari per realizzare l’evento.