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Il treno per Auschwitz che tiene viva
la memoria

L’iniziativa della Camera del lavoro e dello Spi Cgil di Brescia giunta alla sesta edizione

Il treno che il 12 novembre parte dalla stazione di Brescia con 450 persone a bordo – tra i quali studenti, insegnanti, sindacalisti, operatori culturali – non è un treno come tutti gli altri. “Un treno per Auschwitz”, infatti, iniziativa nata nel 2005 a opera dell’associazione Officina Memoria della Camera del lavoro e dello Spi Cgil di Brescia, non affronta un semplice viaggio nello spazio, ma snoda la sua corsa attraverso il “tempo”, la memoria e soprattutto la coscienza degli uomini. E termina la sua lunga corsa alle porte del luogo che ha rappresentato, e rappresenta, il simbolo supremo dell’orrore e dell’abiezione umana: il campo di sterminio di Auschwitz.

L’iniziativa, giunta quest’anno alla sesta edizione e diventata ormai un appuntamento tradizionale e atteso nella città lombarda, si fonda sull’idea di mettere a confronto «una generazione di cittadini europei anagraficamente e linguisticamente non dissimili da coloro che furono deportati sui treni dello sterminio» con le vicende storiche dello sterminio nazista e con il significato più profondo di quel progetto abominevole di annientamento della vita e della dignità umane.

“Un treno per Auschwitz” si propone a giovani e adulti come un “laboratorio sperimentale” di incontro e di dialogo, finalizzato a tenere insieme i pezzi di una memoria condivisa che ogni giorno di più rischia di sgretolarsi non soltanto sotto i colpi pure duri delle tesi negazioniste e revisioniste, ma anche, cosa ancora peggiore, a causa dell’indifferenza collettiva.

Il progetto – che dal 2005 ha coinvolto circa tremila persone e ha ottenuto il riconoscimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – si articola in tre fasi: attività propedeutica di preparazione al viaggio per tutti i partecipanti, chiamati “attori di viaggio”; azioni durante il viaggio (vita in treno e visita ai campi); “restituzione” dell’esperienza, ovvero condivisione di questa con coloro che non l’hanno vissuta.

Al viaggio di quest’anno, su invito di Officina Memoria e dello Spi di Brescia in accordo con lo Spi Cgil dell’Abruzzo, parteciperà anche una delegazione di studenti dell’istituto “Colecchi” dell’Aquila che si è fatto carico di finanziare il progetto.

Da segnalare, infine, che dalle esperienze degli anni passati, Officina Memoria e la Camera del lavoro di Brescia hanno realizzato un libro intitolato “Un treno per Auschwitz”, curato da Lorena Pasquini e pubblicato dalla casa editrice Ediesse.

- Officina Memoria

(15.10.2010)

 

Il treno per Auschwitz che tiene viva
la memoria

L’iniziativa della Camera del lavoro e dello Spi Cgil di Brescia giunta alla sesta edizione

Il treno che il 12 novembre parte dalla stazione di Brescia con 450 persone a bordo – tra i quali studenti, insegnanti, sindacalisti, operatori culturali – non è un treno come tutti gli altri. “Un treno per Auschwitz”, infatti, iniziativa nata nel 2005 a opera dell’associazione Officina Memoria della Camera del lavoro e dello Spi Cgil di Brescia, non affronta un semplice viaggio nello spazio, ma snoda la sua corsa attraverso il “tempo”, la memoria e soprattutto la coscienza degli uomini. E termina la sua lunga corsa alle porte del luogo che ha rappresentato, e rappresenta, il simbolo supremo dell’orrore e dell’abiezione umana: il campo di sterminio di Auschwitz.

L’iniziativa, giunta quest’anno alla sesta edizione e diventata ormai un appuntamento tradizionale e atteso nella città lombarda, si fonda sull’idea di mettere a confronto «una generazione di cittadini europei anagraficamente e linguisticamente non dissimili da coloro che furono deportati sui treni dello sterminio» con le vicende storiche dello sterminio nazista e con il significato più profondo di quel progetto abominevole di annientamento della vita e della dignità umane.

“Un treno per Auschwitz” si propone a giovani e adulti come un “laboratorio sperimentale” di incontro e di dialogo, finalizzato a tenere insieme i pezzi di una memoria condivisa che ogni giorno di più rischia di sgretolarsi non soltanto sotto i colpi pure duri delle tesi negazioniste e revisioniste, ma anche, cosa ancora peggiore, a causa dell’indifferenza collettiva.

Il progetto – che dal 2005 ha coinvolto circa tremila persone e ha ottenuto il riconoscimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – si articola in tre fasi: attività propedeutica di preparazione al viaggio per tutti i partecipanti, chiamati “attori di viaggio”; azioni durante il viaggio (vita in treno e visita ai campi); “restituzione” dell’esperienza, ovvero condivisione di questa con coloro che non l’hanno vissuta.

Al viaggio di quest’anno, su invito di Officina Memoria e dello Spi di Brescia in accordo con lo Spi Cgil dell’Abruzzo, parteciperà anche una delegazione di studenti dell’istituto “Colecchi” dell’Aquila che si è fatto carico di finanziare il progetto.

Da segnalare, infine, che dalle esperienze degli anni passati, Officina Memoria e la Camera del lavoro di Brescia hanno realizzato un libro intitolato “Un treno per Auschwitz”, curato da Lorena Pasquini e pubblicato dalla casa editrice Ediesse.

- Officina Memoria

(15.10.2010)

 

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