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Fiat: il “no” della Fiom all’accordo separato su Mirafiori

Secondo la categoria dei metalmeccanici Cgil “si cancella l’esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori impedendo a un’organizzazione di avere rappresentanze, tra l'altro la più rappresentativa del comparto e non solo della Fiat”.

La Cgil: “un accordo antidemocratico e autoritario” lo definisce Susanna Camusso. Un'intesa, ha affermato il segretario generale della Cgil, che la Confederazione non avrebbe mai firmato perché "non si può concordare l'esclusione di un sindacato".

Camusso attacca anche Cisl e Uil: "Si sono trasformate in sindacati aziendalisti che propagano la posizione della Fiat". Poi la Confindustria: "O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla. Non può limitarsi a guardare perché è in atto un'offensiva pure nei suoi confronti".

Certamente, per la Cgil, si tratta di un accordo “complicato e difficile” che si è innestato in un permanente equivoco determinato dall'amministratore delegato della Fiat che, sottolinea il segretario confederale Scudiere, “invece di spiegare il piano industriale, ha voluto determinare una rottura, prima con Pomigliano e ora con Mirafiori, decidendo di agire in modo unilaterale”. Il dirigente sindacale conclude reclamando “scelte chiare” ed esprimendo la necessità di un nuovo confronto “per capire quali scelte intende fare la stessa Confindustria e le imprese nel loro complesso”. Capire cioè, dice Scudiere, “se si intende proseguire il confronto avviato con il tavolo sulla crescita o sposare la linea dell'amministratore delegato Fiat”.

I contenuti dell'accordo peggiorano quanto fatto a Pomigliano, spiega il leader della Fiom Maurizio Landini: “si riducono le garanzie per i lavoratori e si conferma che non si vogliono pagare i primi giorni di malattia, con sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento per i lavoratori che dovessero decidere di scioperare”. Ma “gravi” modifiche sono state apportate anche per quanto riguarda i turni, le pause e gli straordinari, “come Fiom – prosegue il dirigente sindacale - abbiamo sempre detto che siamo disposti a discutere prima di scioperare, ma abbiamo sempre avuto a che fare con una controparte che vuole solo un sindacato corporativo e aziendalista, superando l'idea del sindacato confederale”.

- Cantone: lo Spi sta con la Fiom
- Testo dell'accordo Fiat Mirafiori

(28.12.2010)
 

Fiat: il “no” della Fiom all’accordo separato su Mirafiori

Secondo la categoria dei metalmeccanici Cgil “si cancella l’esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori impedendo a un’organizzazione di avere rappresentanze, tra l'altro la più rappresentativa del comparto e non solo della Fiat”.

La Cgil: “un accordo antidemocratico e autoritario” lo definisce Susanna Camusso. Un'intesa, ha affermato il segretario generale della Cgil, che la Confederazione non avrebbe mai firmato perché "non si può concordare l'esclusione di un sindacato".

Camusso attacca anche Cisl e Uil: "Si sono trasformate in sindacati aziendalisti che propagano la posizione della Fiat". Poi la Confindustria: "O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla. Non può limitarsi a guardare perché è in atto un'offensiva pure nei suoi confronti".

Certamente, per la Cgil, si tratta di un accordo “complicato e difficile” che si è innestato in un permanente equivoco determinato dall'amministratore delegato della Fiat che, sottolinea il segretario confederale Scudiere, “invece di spiegare il piano industriale, ha voluto determinare una rottura, prima con Pomigliano e ora con Mirafiori, decidendo di agire in modo unilaterale”. Il dirigente sindacale conclude reclamando “scelte chiare” ed esprimendo la necessità di un nuovo confronto “per capire quali scelte intende fare la stessa Confindustria e le imprese nel loro complesso”. Capire cioè, dice Scudiere, “se si intende proseguire il confronto avviato con il tavolo sulla crescita o sposare la linea dell'amministratore delegato Fiat”.

I contenuti dell'accordo peggiorano quanto fatto a Pomigliano, spiega il leader della Fiom Maurizio Landini: “si riducono le garanzie per i lavoratori e si conferma che non si vogliono pagare i primi giorni di malattia, con sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento per i lavoratori che dovessero decidere di scioperare”. Ma “gravi” modifiche sono state apportate anche per quanto riguarda i turni, le pause e gli straordinari, “come Fiom – prosegue il dirigente sindacale - abbiamo sempre detto che siamo disposti a discutere prima di scioperare, ma abbiamo sempre avuto a che fare con una controparte che vuole solo un sindacato corporativo e aziendalista, superando l'idea del sindacato confederale”.

- Cantone: lo Spi sta con la Fiom
- Testo dell'accordo Fiat Mirafiori

(28.12.2010)
 

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