Condividi
Diventa legge la finanziaria che salva i ricchi e i furbi Con 321 sì, 270 no, e 4 astenuti la maggioranza di governo ha approvato alla Camera la manovra economica 2011 e 2012 da 25 miliardi di euro. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale la manovra diventerà legge dello Stato.
Tra le principali novità del provvedimento, che resta uguale a quello approvato dal Senato, tagli per Regioni, Province e Comuni, blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, “manomissione” del sistema delle pensioni, rincari dei pedaggi autostradali e sanatoria per oltre 2 milioni di “case fantasma”. Più di facciata che sostanziale la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni, la riduzione delle retribuzioni dei manager, i tagli ai ministeri e ai costi della politica.
La Cgil contesta sia i contenuti della Finanziaria sia il ricorso della maggioranza al voto di fiducia per approvarla. Si tratta, denuncia la Confederazione di Corso d’Italia, di «un atto di debolezza e di arroganza di un governo lacerato nella sua maggioranza, per varare un provvedimento che colpisce i lavoratori, pubblici e privati, che affossa la crescita e che toglie risorse agli enti locali, soprattutto alle Regioni, generando tagli insostenibili al sistema di welfare e ai servizi ai cittadini».
Nelle pieghe della correzione di bilancio, la Cgil punta il dito contro i provvedimenti che riguardano il sistema pensionistico, bollati come «una vera e propria manomissione». Il sindacato, infatti, denuncia come «per la prima volta nella storia le risorse generate dai provvedimenti non costruiranno solidarietà interna al sistema, garantendo le pensioni dei giovani, ma serviranno al governo solo per fare cassa». Inoltre, con i 41 anni di contributi per la pensione, con l’allungamento a 67 anni per le lavoratrici del pubblico impiego e con il tetto ai 10mila in mobilità, «la manomissione, e non la riforma come dicono sia, genera un sistema socialmente insostenibile».
(29/07/2010)
- Manovra: gli effetti sui pensionati - 29 settembre manifestazione dei sindacati europei a Bruxelles