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Cure palliative e terapia del dolore: la legge dice basta alle sofferenze

Il diritto a non soffrire per i malati terminali è sancito dalla legge. Con 476 voti a favore e due soli astenuti, lo scorso 9 marzo la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il testo che regola l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Giunge così al termine una lunga e delicata battaglia culturale, il cui esito garantirà ai malati gravi non soltanto di eliminare o quanto meno ridurre la sofferenza fisica, ma anche, e soprattutto, di vivere con dignità le ultime fasi della propria esistenza.
In estrema sintesi, l’impianto della nuova legge prevede: la libertà di accesso alle cure per tutti, nel rispetto della dignità e dell’autonomia del malato; la semplificazione della prescrizione dei farmaci anti-dolore (a base di oppiacei e cannabinoidi), con l’obbligo per il farmacista di conservare la ricetta o una sua fotocopia; la creazione di una rete integrata di strutture sanitarie, sia ospedaliere sia territoriali. Il testo, inoltre, stabilisce l’obbligo per i medici di monitorare l’aspetto del dolore di tutti i malati che hanno in cura, indipendentemente dalla patologia per la quale questi sono ricoverati, e non più soltanto di quelli terminali, riportando le osservazioni scaturite nella cartella clinica del paziente. Per il personale sanitario specializzato nelle cure palliative e nella terapia del dolore sono previsti, infine, percorsi specifici di formazione e aggiornamento, universitari e post universitari.
Nel rispetto della divisione delle competenze tra Stato e Regioni, la legge stabilisce le linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi che sono demandati alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Queste, dal canto loro, sono tenute ad adeguare i livelli essenziali di assistenza per renderli uniformi su tutto il territorio nazionale e garantire così un’offerta omogenea dei servizi.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro della salute, la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano dovrà stabilire i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati terminali e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari presenti in ciascuna regione. Questo consentirà così di definire le reti delle strutture per le cure palliative e la terapia del dolore, gli standard qualitativi e quantitativi, la pianta organica adeguata alle necessità della popolazione residente, un’adeguata disponibilità di figure professionali esperte e competenti nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore.
Sempre alla Conferenza Stato-Regioni spetterà anche fissare un sistema tariffario di riferimento per le attività erogate che elimini le difformità attualmente presenti tra le varie regioni.

(17.03.2010)
 

 

- Legge cure palliative (.pdf)

- Cgil: scheda e commenti agli articoli di legge (.pdf)

Cure palliative e terapia del dolore: la legge dice basta alle sofferenze

Il diritto a non soffrire per i malati terminali è sancito dalla legge. Con 476 voti a favore e due soli astenuti, lo scorso 9 marzo la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il testo che regola l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Giunge così al termine una lunga e delicata battaglia culturale, il cui esito garantirà ai malati gravi non soltanto di eliminare o quanto meno ridurre la sofferenza fisica, ma anche, e soprattutto, di vivere con dignità le ultime fasi della propria esistenza.
In estrema sintesi, l’impianto della nuova legge prevede: la libertà di accesso alle cure per tutti, nel rispetto della dignità e dell’autonomia del malato; la semplificazione della prescrizione dei farmaci anti-dolore (a base di oppiacei e cannabinoidi), con l’obbligo per il farmacista di conservare la ricetta o una sua fotocopia; la creazione di una rete integrata di strutture sanitarie, sia ospedaliere sia territoriali. Il testo, inoltre, stabilisce l’obbligo per i medici di monitorare l’aspetto del dolore di tutti i malati che hanno in cura, indipendentemente dalla patologia per la quale questi sono ricoverati, e non più soltanto di quelli terminali, riportando le osservazioni scaturite nella cartella clinica del paziente. Per il personale sanitario specializzato nelle cure palliative e nella terapia del dolore sono previsti, infine, percorsi specifici di formazione e aggiornamento, universitari e post universitari.
Nel rispetto della divisione delle competenze tra Stato e Regioni, la legge stabilisce le linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi che sono demandati alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Queste, dal canto loro, sono tenute ad adeguare i livelli essenziali di assistenza per renderli uniformi su tutto il territorio nazionale e garantire così un’offerta omogenea dei servizi.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro della salute, la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano dovrà stabilire i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati terminali e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari presenti in ciascuna regione. Questo consentirà così di definire le reti delle strutture per le cure palliative e la terapia del dolore, gli standard qualitativi e quantitativi, la pianta organica adeguata alle necessità della popolazione residente, un’adeguata disponibilità di figure professionali esperte e competenti nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore.
Sempre alla Conferenza Stato-Regioni spetterà anche fissare un sistema tariffario di riferimento per le attività erogate che elimini le difformità attualmente presenti tra le varie regioni.

(17.03.2010)
 

 

- Legge cure palliative (.pdf)

- Cgil: scheda e commenti agli articoli di legge (.pdf)

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