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13 febbraio 2012
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Cgil: iscritti in aumento nell'anno della crisi

Nell’anno in cui è divampata la crisi economica, la Cgil aumenta i suoi iscritti e raggiunge quota 5.746.167 tesserati: 11.312 in più rispetto al 2008, con un incremento dello 0,20 per cento. Non solo. «Considerando le organizzazioni come l’Auser (303.558 iscritti), la Federconsumatori (141.121) e il Sunia (176.563) che ruotano intorno alla Confederazione – ha spiegato il segretario generale Guglielmo Epifani presentando i dati – il sistema Cgil supera i 6 milioni di iscritti. Tanti tesserati rappresentano la più grande forza sociale in Italia e quando si pensa di escluderli dal confronto e dagli accordi, si fa un’operazione che va contro la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati».

Tesseramento: vicino ai tre milioni il popolo dello Spi Cgil
Ancora una volta gli iscritti allo Spi Cgil raggiungono la soglia dei tre milioni. Sono, infatti, 2.994.166 le persone che nel 2009 hanno preso la tessera del Sindacato pensionati italiani della Cgil, 780 in meno rispetto all’anno precedente. «Una leggera flessione – spiega il segretario di organizzazione Giovanni Cazzato – che dipende dalla diminuzione dei flussi di uscita dal lavoro dovuti alla aumentata distanza da una finestra di uscita dal lavoro e l’altra. Un dato, questo, che riguarda in particolare le pensioni di anzianità. Detto questo, dobbiamo però riflettere su come coinvolgere l’alto numero di anziani che non sono iscritti ad alcun sindacato». Parla di aumento dei servizi per i pensionati, il segretario di organizzazione dello Spi, e di maggiori occasioni di incontro diretto tra gli attivisti del sindacato e le persone, anche attraverso la consegna della tessera a mano.
Leggendo tra i numeri, si scopre ad esempio che più del 50 per cento degli iscritti sono donne e che sale costantemente il numero di tesserati che provengono dal pubblico impiego. «Siamo di fronte a un incremento del 3-4 per cento annuo – osserva Cazzato – che giudico una novità molto positiva. A questi vanno aggiunte decine di migliaia di lavoratori autonomi, artigiani e commercianti e, tra le donne, anche l’alto numero di coloro che non hanno mai lavorato al di fuori della casa. Donne che magari percepiscono la pensione di reversibilità, spesso anziane, ma non solo, che proseguono il loro rapporto con lo Spi nella loro condizione nuova. Adesso lo Spi aggrega davvero ex lavoratori e lavoratrici provenienti da tutti i settori produttivi del Paese. Possiamo dire che il nostro popolo rappresenta davvero uno spaccato della società nel suo insieme. Una società fatta di persone assai diverse tra loro per genere, origine lavorativa e generazione. Quindi, non parlerei più di generazione indistinta di pensionati ma di condizioni dei pensionati. Che sono tante, dipendono da tanti fattori (dalla salute alla disponibilità economica, alla gestione del tempo libero al bisogno di servizi, ndr.), e hanno soprattutto bisogno di risposte diverse e di spazi di partecipazione. Penso che dobbiamo osservare molto più da vicino questa realtà composita. Solo così possiamo, nello stesso tempo, mirare sia alla sindacalizzazione dei pensionati sia a rendere queste identità riconoscibili».

(26.03.2010)

- tesseramento e tasso sindacalizzazione (.pdf)
 

 

Cgil: iscritti in aumento nell'anno della crisi

Nell’anno in cui è divampata la crisi economica, la Cgil aumenta i suoi iscritti e raggiunge quota 5.746.167 tesserati: 11.312 in più rispetto al 2008, con un incremento dello 0,20 per cento. Non solo. «Considerando le organizzazioni come l’Auser (303.558 iscritti), la Federconsumatori (141.121) e il Sunia (176.563) che ruotano intorno alla Confederazione – ha spiegato il segretario generale Guglielmo Epifani presentando i dati – il sistema Cgil supera i 6 milioni di iscritti. Tanti tesserati rappresentano la più grande forza sociale in Italia e quando si pensa di escluderli dal confronto e dagli accordi, si fa un’operazione che va contro la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati».

Tesseramento: vicino ai tre milioni il popolo dello Spi Cgil
Ancora una volta gli iscritti allo Spi Cgil raggiungono la soglia dei tre milioni. Sono, infatti, 2.994.166 le persone che nel 2009 hanno preso la tessera del Sindacato pensionati italiani della Cgil, 780 in meno rispetto all’anno precedente. «Una leggera flessione – spiega il segretario di organizzazione Giovanni Cazzato – che dipende dalla diminuzione dei flussi di uscita dal lavoro dovuti alla aumentata distanza da una finestra di uscita dal lavoro e l’altra. Un dato, questo, che riguarda in particolare le pensioni di anzianità. Detto questo, dobbiamo però riflettere su come coinvolgere l’alto numero di anziani che non sono iscritti ad alcun sindacato». Parla di aumento dei servizi per i pensionati, il segretario di organizzazione dello Spi, e di maggiori occasioni di incontro diretto tra gli attivisti del sindacato e le persone, anche attraverso la consegna della tessera a mano.
Leggendo tra i numeri, si scopre ad esempio che più del 50 per cento degli iscritti sono donne e che sale costantemente il numero di tesserati che provengono dal pubblico impiego. «Siamo di fronte a un incremento del 3-4 per cento annuo – osserva Cazzato – che giudico una novità molto positiva. A questi vanno aggiunte decine di migliaia di lavoratori autonomi, artigiani e commercianti e, tra le donne, anche l’alto numero di coloro che non hanno mai lavorato al di fuori della casa. Donne che magari percepiscono la pensione di reversibilità, spesso anziane, ma non solo, che proseguono il loro rapporto con lo Spi nella loro condizione nuova. Adesso lo Spi aggrega davvero ex lavoratori e lavoratrici provenienti da tutti i settori produttivi del Paese. Possiamo dire che il nostro popolo rappresenta davvero uno spaccato della società nel suo insieme. Una società fatta di persone assai diverse tra loro per genere, origine lavorativa e generazione. Quindi, non parlerei più di generazione indistinta di pensionati ma di condizioni dei pensionati. Che sono tante, dipendono da tanti fattori (dalla salute alla disponibilità economica, alla gestione del tempo libero al bisogno di servizi, ndr.), e hanno soprattutto bisogno di risposte diverse e di spazi di partecipazione. Penso che dobbiamo osservare molto più da vicino questa realtà composita. Solo così possiamo, nello stesso tempo, mirare sia alla sindacalizzazione dei pensionati sia a rendere queste identità riconoscibili».

(26.03.2010)

- tesseramento e tasso sindacalizzazione (.pdf)
 

 

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