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“La presenza a Pomigliano di un grande stabilimento produttivo e con un futuro certo è cosa fondamentale per il Mezzogiorno” afferma Cantone in merito alla vicenda Fiat. “ La Fiat minaccia di chiudere lo stabilimento se non saranno accettate le sue condizioni. Un’intesa sindacale presuppone confronto e mediazione fra le parti, ma non si può imporre né al Sindacato né ai lavoratori di accettare la cancellazione del diritto di sciopero, né si può tantomeno alterare la Costituzione. I lavoratori, di fronte al ricatto, non potranno far altro che assumere la decisione della difesa del lavoro e dello stabilimento a Pomigliano. E la Fiat - prosegue il segretario generale dello Spi -con il suo ultimatum diventa complice di chi, nel Governo, pensa di smantellare rappresentanza e diritti nel lavoro.”
“Auspico che il fiorente dibattito pubblico sul caso Pomigliano invece di demonizzare la Fiom, contribuisca a favorire un ripensamento della Fiat sulla parte ideologica e intrisa di cultura della ‘rieducazione dei lavoratori’ contenuta in quel testo. Il tempo non manca, la Panda non arriverà prima di due anni.” Intanto lo Spi discuterà di Fiat il prossimo 8 luglio presentando, insieme alla Fiom, il libro edito da Ediesse di Francesco Pirone: La Transizione dall’occupazione al pensionamento. Nel libro, i risultati di una ricerca sui lavoratori di due siti industriali ex Alfa Romeo (Arese e Pomigliano d’Arco), basata sull’analisi dell’esperienza soggettiva dei lavoratori in relazione alle dinamiche di fine carriera e all’uscita dall’occupazione, e sulle conseguenze relazionali e identitarie connesse alla transizione dal lavoro alla pensione.
(18.06.2010)
- 8 luglio: programma e invito (.pdf)