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17 maggio 2012
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I deportati e la medaglia che non c’è: lettera unitaria al Presidente della Repubblica

 

Nella ricorrenza della giornata della memoria, le organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil hanno scritto al Presidente della Repubblica perché sblocchi la concessione delle Medaglie d’onore ai deportati nei campi di lavoro nazisti, istituite con una legge del 2006
Nella legge istitutiva è trasparente l’intento di riconoscere in questo modo il sacrificio dei militari che furono catturati dopo l’8 settembre del 1943, utilizzati nelle fabbriche dell’industria bellica tedesca, in piena violazione della Convenzione di Ginevra, e poi, nel 2000, esclusi dal programma di indennizzo del lavoro forzato disposto dall’Austria e dalla Germania per le popolazioni civili.
Si tratta di circa 105.000 persone le cui domande di indennizzo, presentate con l’assistenza delle associazioni di reduci e, in gran numero, anche dalle organizzazioni sindacali dei pensionati, sono state respinte per la ragione che si trattava di militari. .
Le domande di indennizzo già presentate devono essere considerate valide ai fini della concessione della medaglia: lo stabilisce espressamente la legge, che dispone il passaggio degli atti direttamente dalla Organizzazione internazionale per le migrazioni, che gestì il programma tedesco di indennizzo per l’Italia, al Comitato per la concessione della medaglia.
Questo passaggio non è mai avvenuto e decine di migliaia di ex deportati, e sempre più i loro superstiti, si vedono privare del riconoscimento del tutto simbolico che questa medaglia rappresenta.
Le Organizzazioni sindacali dei pensionati non intendono abbandonare i deportati che si sono rivolti a loro, persone oramai molto anziane e che molto hanno sofferto: per questo hanno rivolto al Presidente della Repubblica l’appello che pubblichiamo qui accanto.


(27.01.2010)

- Lettera Spi, Fnp, Uilp al Presidente della Repubblica
 

I deportati e la medaglia che non c’è: lettera unitaria al Presidente della Repubblica

 

Nella ricorrenza della giornata della memoria, le organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil hanno scritto al Presidente della Repubblica perché sblocchi la concessione delle Medaglie d’onore ai deportati nei campi di lavoro nazisti, istituite con una legge del 2006
Nella legge istitutiva è trasparente l’intento di riconoscere in questo modo il sacrificio dei militari che furono catturati dopo l’8 settembre del 1943, utilizzati nelle fabbriche dell’industria bellica tedesca, in piena violazione della Convenzione di Ginevra, e poi, nel 2000, esclusi dal programma di indennizzo del lavoro forzato disposto dall’Austria e dalla Germania per le popolazioni civili.
Si tratta di circa 105.000 persone le cui domande di indennizzo, presentate con l’assistenza delle associazioni di reduci e, in gran numero, anche dalle organizzazioni sindacali dei pensionati, sono state respinte per la ragione che si trattava di militari. .
Le domande di indennizzo già presentate devono essere considerate valide ai fini della concessione della medaglia: lo stabilisce espressamente la legge, che dispone il passaggio degli atti direttamente dalla Organizzazione internazionale per le migrazioni, che gestì il programma tedesco di indennizzo per l’Italia, al Comitato per la concessione della medaglia.
Questo passaggio non è mai avvenuto e decine di migliaia di ex deportati, e sempre più i loro superstiti, si vedono privare del riconoscimento del tutto simbolico che questa medaglia rappresenta.
Le Organizzazioni sindacali dei pensionati non intendono abbandonare i deportati che si sono rivolti a loro, persone oramai molto anziane e che molto hanno sofferto: per questo hanno rivolto al Presidente della Repubblica l’appello che pubblichiamo qui accanto.


(27.01.2010)

- Lettera Spi, Fnp, Uilp al Presidente della Repubblica
 

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