ingrandisci / riduci font ingrandisci font riduci font
07.37
13 febbraio 2012
Chi siamo
Le persone
Gli organismi
Struttura
La struttura nazionale
La struttura territoriale
Dove trovarci
Lo Spi in Italia
Contatta lo Spi
E-mail, telefoni
Ufficio stampa
  • Informazione
    • Comunicati Stampa
    • Rassegna Welfare
    • Notiziari Tematici
    • Multimedia SPI
  • Tematiche
    • Pensioni e Redditi
    • Salute
    • Non Autosufficienza
    • Servizi sociali
    • Contrattazione
    • Socialità e Benessere
  • Approfondimenti
    • Esperto risponde
    • Le Nostre Parole
    • economia e politica
    • Archivi e teche

Alla Fiat di Pomigliano vince il sì

La Cgil: riaprire il confronto per una soluzione condivisa

Alla Fiat di Pomigliano d’Arco il sì vince. Ma non sfonda. I consensi all’accordo siglato il 15 giugno da azienda e sindacati, ma non sottoscritto dalla Fiom, si fermano, infatti, al 62,2 per cento. Nessun plebiscito, dunque, come sottolineano i metalmeccanici della Cgil, a un’intesa che lede non soltanto i diritti ma anche la dignità dei lavoratori. Alla consultazione hanno partecipato 4.642 votanti (il 95 per cento dei lavoratori): i sì sono stati 2.888, 1.673 i no, 20 le schede bianche, 59 le nulle.

A Pomigliano i lavoratori hanno espresso «i sì per il lavoro e i no per non cancellare i diritti – ha commentato la vicesegretaria generale della Cgil, Susanna Camusso –. La partecipazione al voto era prevedibile, come la prevalenza dei sì: i lavoratori si sono ritrovati improvvisamente arbitri di una contesa che preme su di loro e sulle loro aspettative personali perché in quel territorio, caratterizzato da un’alta disoccupazione, uno stabilimento come quello della Fiat svolge un ruolo essenziale e non sostituibile».
Quel 36 per cento di contrari sembra dunque destinato a contare nel futuro della vicenda. «Un voto così particolare – prosegue Susanna Camusso – dice che ci vuole una soluzione condivisa, come la Cgil ha sempre sostenuto. Tanto più che intese che cancellano diritti sono inefficaci in quanto illegittime. Per questo chiediamo a Fiat di confermare e avviare, l’investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano, di riaprire la trattativa per un’intesa condivisa da tutti».

«Un’intesa sindacale presuppone confronto e mediazione fra le parti – afferma Carla Cantone, segretario generale dello Spi –. Non si può imporre né al sindacato né ai lavoratori di accettare la cancellazione del diritto di sciopero, né si può tantomeno alterare la Costituzione. Auspico che il fiorente dibattito pubblico sul caso Pomigliano invece di demonizzare la Fiom, contribuisca a favorire un ripensamento della Fiat sulla parte ideologica e intrisa di cultura della “rieducazione dei lavoratori” contenuta in quel testo. Il tempo non manca, la Panda non arriverà prima di due anni».

E forte del risultato uscito dalle urne, la Fiom dichiara la sua disponibilità a riprendere la trattativa con la Fiat «partendo però dal contratto nazionale», come ha spiegato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini.

Da Torino, però, almeno per il momento, non arrivano segnali favorevoli nei confronti della Fiom: «La Fiat – si legge in un comunicato – ha preso atto dell’impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. L’azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell’accordo al fine di individuare e attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri».

(26.06.2010)

- 8 luglio: Spi, Fiom presentano ricerca su Arese e Pomigliano
 

Alla Fiat di Pomigliano vince il sì

La Cgil: riaprire il confronto per una soluzione condivisa

Alla Fiat di Pomigliano d’Arco il sì vince. Ma non sfonda. I consensi all’accordo siglato il 15 giugno da azienda e sindacati, ma non sottoscritto dalla Fiom, si fermano, infatti, al 62,2 per cento. Nessun plebiscito, dunque, come sottolineano i metalmeccanici della Cgil, a un’intesa che lede non soltanto i diritti ma anche la dignità dei lavoratori. Alla consultazione hanno partecipato 4.642 votanti (il 95 per cento dei lavoratori): i sì sono stati 2.888, 1.673 i no, 20 le schede bianche, 59 le nulle.

A Pomigliano i lavoratori hanno espresso «i sì per il lavoro e i no per non cancellare i diritti – ha commentato la vicesegretaria generale della Cgil, Susanna Camusso –. La partecipazione al voto era prevedibile, come la prevalenza dei sì: i lavoratori si sono ritrovati improvvisamente arbitri di una contesa che preme su di loro e sulle loro aspettative personali perché in quel territorio, caratterizzato da un’alta disoccupazione, uno stabilimento come quello della Fiat svolge un ruolo essenziale e non sostituibile».
Quel 36 per cento di contrari sembra dunque destinato a contare nel futuro della vicenda. «Un voto così particolare – prosegue Susanna Camusso – dice che ci vuole una soluzione condivisa, come la Cgil ha sempre sostenuto. Tanto più che intese che cancellano diritti sono inefficaci in quanto illegittime. Per questo chiediamo a Fiat di confermare e avviare, l’investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano, di riaprire la trattativa per un’intesa condivisa da tutti».

«Un’intesa sindacale presuppone confronto e mediazione fra le parti – afferma Carla Cantone, segretario generale dello Spi –. Non si può imporre né al sindacato né ai lavoratori di accettare la cancellazione del diritto di sciopero, né si può tantomeno alterare la Costituzione. Auspico che il fiorente dibattito pubblico sul caso Pomigliano invece di demonizzare la Fiom, contribuisca a favorire un ripensamento della Fiat sulla parte ideologica e intrisa di cultura della “rieducazione dei lavoratori” contenuta in quel testo. Il tempo non manca, la Panda non arriverà prima di due anni».

E forte del risultato uscito dalle urne, la Fiom dichiara la sua disponibilità a riprendere la trattativa con la Fiat «partendo però dal contratto nazionale», come ha spiegato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini.

Da Torino, però, almeno per il momento, non arrivano segnali favorevoli nei confronti della Fiom: «La Fiat – si legge in un comunicato – ha preso atto dell’impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. L’azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell’accordo al fine di individuare e attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri».

(26.06.2010)

- 8 luglio: Spi, Fiom presentano ricerca su Arese e Pomigliano
 

Stampa  
Strategie Sindacali Strategie Organizzative Politiche Internazionali Studi e Ricerche Formazione Sindacale Politiche di Genere Cultura e Comunicazione Memoria

Crediti

Crediti