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7 luglio 1960 – 7 luglio 2010
Tante iniziative in memoria di una strage

I morti di Reggio Emilia

A cinquant’anni dalla strage, Reggio Emilia ricorda i cinque operai uccisi dalla polizia nel corso di una manifestazione sindacale contro il governo Tambroni. In programma convegni, manifestazioni, concerti, film e spettacoli teatrali animati da numerosi e prestigiosi ospiti e relatori. Il segretario generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, concluderà i lavori del convegno organizzato dalla Camera del lavoro di Reggio Emilia in programma mercoledì 7 luglio e intitolato “Lavoro, libertà, democrazia”.

Sono trascorsi cinquant’anni da quel tragico 7 luglio 1960. Alle 16,45, in piazza della Vittoria a Reggio Emilia è in corso una manifestazione indetta dalla Cgil contro il governo Tambroni, nato pochi giorni prima grazie ai voti del Movimento sociale italiano, e la decisione dello stesso Msi di svolgere il proprio congresso a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Sebbene la manifestazione, alla quale partecipano ventimila persone, sia del tutto pacifica, la polizia e i carabinieri decidono di caricare. La folla dapprima cerca un rifugio, poi risponde con lancio di oggetti. È allora che dai lacrimogeni e dai getti d’acqua, le forze dell’ordine passano alle armi e sparano sui manifestanti, forti anche della direttiva impartita dallo stesso Tambroni di aprire il fuoco in “situazioni di emergenza”. Alla fine cinque manifestanti resteranno sul selciato, senza vita: Lauro Farioli 22 anni, operaio; Ovidio Franchi 19 anni, operaio; Marino Serri 41 anni, pastore ed ex partigiano; Afro Tondelli 36 anni, operaio ed ex partigiano; Emilio Reverberi 39 anni, operaio ed ex partigiano.
Sono loro i “morti di Reggio Emilia” – celebrati anche da una famosa canzone di Fausto Amodei dal titolo “Per i morti di Reggio Emilia” – vittime di un eccidio che, come altri avvenuti in circostanze analoghe, ha segnato la storia delle lotte operaie in difesa della democrazia. E che, a distanza di cinquant’anni, saranno ricordati il 7 e il 9 luglio nel capoluogo emiliano romagnolo con una serie di manifestazioni organizzate dal Comitato promotore per le celebrazioni del 50° anniversario. In programma anche una mostra, che resterà allestita fino al 25 luglio, dal titolo “Reggiosessanta. Il 1960 a Reggio Emilia”.

«I fatti del luglio 1960 – ha detto il segretario della Cgil di Reggio Emilia, Mirto Bassoli – consentirono di impedire un intervento autoritario in Italia. Fu una Resistenza che costò molte vittime e segnò una svolta nel nostro paese, un passaggio decisivo per la democrazia, per le lavoratrici e i lavoratori. Discutere, approfondire, far conoscere questi avvenimenti è un compito da adempiere in questa fase di sofferenza per la nostra democrazia».

(02.07.2010)

- programma (.pdf)
- scheda/i fatti del luglio 1960, dalla rivolta di Genova (.pdf)
- calendario manifestazioni in Italia (.pdf)
 

7 luglio 1960 – 7 luglio 2010
Tante iniziative in memoria di una strage

I morti di Reggio Emilia

A cinquant’anni dalla strage, Reggio Emilia ricorda i cinque operai uccisi dalla polizia nel corso di una manifestazione sindacale contro il governo Tambroni. In programma convegni, manifestazioni, concerti, film e spettacoli teatrali animati da numerosi e prestigiosi ospiti e relatori. Il segretario generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, concluderà i lavori del convegno organizzato dalla Camera del lavoro di Reggio Emilia in programma mercoledì 7 luglio e intitolato “Lavoro, libertà, democrazia”.

Sono trascorsi cinquant’anni da quel tragico 7 luglio 1960. Alle 16,45, in piazza della Vittoria a Reggio Emilia è in corso una manifestazione indetta dalla Cgil contro il governo Tambroni, nato pochi giorni prima grazie ai voti del Movimento sociale italiano, e la decisione dello stesso Msi di svolgere il proprio congresso a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Sebbene la manifestazione, alla quale partecipano ventimila persone, sia del tutto pacifica, la polizia e i carabinieri decidono di caricare. La folla dapprima cerca un rifugio, poi risponde con lancio di oggetti. È allora che dai lacrimogeni e dai getti d’acqua, le forze dell’ordine passano alle armi e sparano sui manifestanti, forti anche della direttiva impartita dallo stesso Tambroni di aprire il fuoco in “situazioni di emergenza”. Alla fine cinque manifestanti resteranno sul selciato, senza vita: Lauro Farioli 22 anni, operaio; Ovidio Franchi 19 anni, operaio; Marino Serri 41 anni, pastore ed ex partigiano; Afro Tondelli 36 anni, operaio ed ex partigiano; Emilio Reverberi 39 anni, operaio ed ex partigiano.
Sono loro i “morti di Reggio Emilia” – celebrati anche da una famosa canzone di Fausto Amodei dal titolo “Per i morti di Reggio Emilia” – vittime di un eccidio che, come altri avvenuti in circostanze analoghe, ha segnato la storia delle lotte operaie in difesa della democrazia. E che, a distanza di cinquant’anni, saranno ricordati il 7 e il 9 luglio nel capoluogo emiliano romagnolo con una serie di manifestazioni organizzate dal Comitato promotore per le celebrazioni del 50° anniversario. In programma anche una mostra, che resterà allestita fino al 25 luglio, dal titolo “Reggiosessanta. Il 1960 a Reggio Emilia”.

«I fatti del luglio 1960 – ha detto il segretario della Cgil di Reggio Emilia, Mirto Bassoli – consentirono di impedire un intervento autoritario in Italia. Fu una Resistenza che costò molte vittime e segnò una svolta nel nostro paese, un passaggio decisivo per la democrazia, per le lavoratrici e i lavoratori. Discutere, approfondire, far conoscere questi avvenimenti è un compito da adempiere in questa fase di sofferenza per la nostra democrazia».

(02.07.2010)

- programma (.pdf)
- scheda/i fatti del luglio 1960, dalla rivolta di Genova (.pdf)
- calendario manifestazioni in Italia (.pdf)
 

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