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Carla Cantone: “I pensionati con la Fiom per i diritti”
Lo Spi, come tutta la Cgil, sabato 16 ottobre sarà insieme ai lavoratori metalmeccanici per la giornata nazionale di lotta per le riforme sociali e per i diritti del lavoro. Non è un semplice atto di solidarietà, ma una convinta adesione all’obiettivo di difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. La Fiom, infatti, sarà in piazza per l’occupazione, per ricordare che il lavoro è un bene comune, per il diritto ad un giusto salario, per la sicurezza di chi lavora e per il diritto a essere informati su come si lavora e sul futuro della propria azienda. Quella della Fiom sarà una manifestazione anche per la democrazia e in coerenza con questo confermiamo la nostra condanna agli inaccettabili attacchi fatti in questi giorni alle sedi della Cisl. Il sindacato dei metalmeccanici Cgil chiede di contrattare i turni di lavoro, i ritmi, gli orari, il salario, le condizioni di lavoro e, quindi, avere un contratto nazionale con regole certe per tutti i lavoratori che operano nelle grandi e nelle piccole imprese. Chiedere – come fa la Fiom - regole condivise che aiutino imprese e lavoratori nella competizione mondiale significa essere responsabili e avere un’idea di futuro di qualità, cosa tanto più necessaria per uscire dal lungo tunnel di crisi che il paese sta percorrendo ormai da troppo tempo. Né la Fiat ne’ Confindustria possono davvero pensare che la competizione internazionale si faccia riducendo senza fine diritti e peggiorando, senza limiti, condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori. La competizione internazionale si vince innovando i prodotti, migliorando l’organizzazione del lavoro, si vince con la qualità del come e di cosa (benimateriali e immateriali) si produce, si vince con prodotti a più alto valore aggiunto. Davvero la strategia degli imprenditori italiani è solo quella di perseverare nella divisione sindacale e nell’isolamento del più grande sindacato di questo paese? Sarebbe una politica industriale e sindacale di corto respiro, non utile in primo luogo alle stesse imprese. Queste sono dunque le ragioni che portano la Fiom a scendere in piazza e la Cgil tutta a sostenere la mobilitazione del 16 ottobre. Sono le stesse ragioni che uniscono la battaglia dei lavoratori metalmeccanici con le battaglie dei pensionati: più diritti nei luoghi di lavoro e più diritti sociali nel Paese. Difendere il salario dei lavoratori, garantire la difesa del potere d’acquisto delle pensioni sono la faccia della stessa medaglia. Tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio (lotta al degrado, alle mafie, agli incidenti domestici) e garantire dalla casa ai servizi sociali per chi lavora, per i giovani e per le persone anziane; salvaguardare un servizio sanitario efficace e universale; assicurare alle famiglie la cura dei loro cari non autosufficienti è l’dea che tiene insieme le persone, siano esse lavoratori e lavoratrici che pensionati e pensionate. Persone che abitano un territorio e che godono di diritti universali, diritti di cittadinanza. E’ questa l’idea che tiene insieme tutti: maggiori diritti di partecipazione e di cittadinanza. Insieme, lavoratori e pensionati, chiediamo un’Italia più giusta, rispettosa di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro e la propria attività sociale con responsabilità e sacrificio. Non accettiamo consigli da chi evade, da chi specula, da chi è corrotto. I lavoratori e i pensionati fanno costantemente la loro parte per migliorare il Paese, ora tocca anche ad altri fare la loro. Sul contratto nazionale, si riapra un confronto serio e pacato. Su quale sistema contrattuale sia più utile e rispondente al sistema produttivo nell’era della mondializzazione, ma tutto ciò va fatto attraverso il consenso di tutti i soggetti sociali rappresentativi. L’Italia ha bisogno di ogni forza positiva, tutta la Cgil lo è sempre stata anche nei momenti più neri della storia della nostra società, lo sarà anche ora, sempre con serietà, rappresentando al meglio i lavoratori e i pensionati. Sono queste le ragioni della nostra partecipazione alla manifestazione del 16 di ottobre, sono le ragioni di chi rappresenta sia i lavoratori sia i pensionati, di chi sta in fabbrica e di chi lo è stato, di chi sta nel luogo di lavoro e di chi si batte nel territorio per rafforzare equità, diritti, solidarietà, coesione e giustizia sociale. Noi vogliamo affermare ancora oggi l’importanza di vivere in un Paese unito, solidale, democratico, inclusivo, in un grande Paese che contempli la partecipazione al suo sviluppo attraverso politiche e riforme condivise, sul lavoro, e nello stato sociale.
- Metalmeccanici: due cortei per Piazza San Giovanni
(11.10.2010)