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Il Risorgimento nei diari inediti dei protagonisti
Il 2011 ricorre il 150° anniversario dell’unità d’Italia e LiberEtà dedica a questo evento gran parte del numero di gennaio pubblicando cinque autobiografie parallele – quattro delle quali mai pubblicate prima d’ora – selezionate tra le oltre seimila conservate presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e che raccontano gli anni 1859-1861 che furono centrali per il processo di unificazione del nostro paese.
Il primo di questi testi è scritto da un garibaldino che parte da Mantova con la spedizione dei mille. Il secondo è di un giovane liberale romano che crede in Garibaldi perché spera che arriverà a liberare anche la futura capitale del regno. Seguono i ricordi di un ufficiale dell’esercito borbonico che vede con disappunto l’ingresso a Napoli dell’eroe dei due mondi. Poi si troveranno alcune pagine composte da un altro ufficiale, ma stavolta dell’esercito sabaudo che, dopo che il 17 marzo 1861 fu proclamata l’unità, venne mandato al Sud per combattere i briganti. Infine l’ultima storia, scritta da un cosiddetto brigante, un ventenne tedesco che credeva fermamente nell’utilità di rimettere i Borboni sul trono di Napoli.
A rileggerli oggi, colpisce la differenza dei punti di vista sui medesimi fatti, ma anche la giovane età dei protagonisti di quelle vicende, tutti ventenni, qualche volta neppure.
Oltre alle memorie di chi visse quegli eventi straordinari, LiberEtà propone le “confessioni” di Carlo Azeglio Ciampi, raccolte nel libro “Non è il paese che sognavo”; l’intervista sul tema del Risorgimento allo scrittore Giancarlo De Cataldo, autore del libro “I traditori” e sceneggiatore del film di Mario Martone, “Noi credevamo”; l’intervento della storica Lucy Riall sul valore dell’impresa di Garibaldi.
(23.12.2010)