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17 maggio 2012
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Finanziaria 2010. Un’altra occasione persa

Nulla cambia per lavoratori dipendenti e pensionati. Nonostante sia evidente che senza uno sforzo straordinario questa crisi durerà ancora a lungo e produrrà danni pesanti, nonostante l’esempio degli altri paesi che (indipendentemente dal “colore” del Governo) scelgono questo momento per ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni e per sostenere i settori strategici dell’economia, nonostante lo stesso Governatore della Banca d’Italia abbia recentemente affermato la necessità di ridurre l’imposizione fiscale sui redditi fissi, il Governo è andato avanti sulla sua strada. Nella Finanziaria approvata il 22 dicembre 2009*, il sostegno all’apparato produttivo è di fatto limitato alla creazione di una “Banca per il sud” ed alla messa a disposizione di risorse per la cassa integrazione dirottate da altre fonti, lasciando scoperti i lavoratori che non hanno tutele. Si detassa il “salario di produttività” (in tempi di crisi…) e non si finanzia il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione. Costretto dalle Regioni a rifinanziare il “Patto per la salute”, il Governo impone un nuovo taglio delle risorse agli Enti Locali (attraverso la mancata restituzione di una parte del mancato gettito dell’Ici).
Di fronte a tutto ciò non ci resta che proseguire nella nostra iniziativa sindacale, denunciando gli errori compiuti e la pesante situazione in cui versiamo ed avanzando, come sempre abbiamo fatto, proposte. Lo faremo anche nelle prossime settimane lanciando una grande campagna per una forte riforma fiscale, per una politica del lavoro che parta dall’ascolto della voce dei protagonisti e per l’apertura del tavolo di confronto sul sistema di indicizzazione delle pensioni.
Il 2009 ha dimostrato che non basta la propaganda del Governo per risolvere i problemi. Il 2010 si apre con una legge Finanziaria poco utile e con tanti buoni propositi per il futuro. Lavoreremo affinché non restino parole.

* Con l'approvazione della Finanziaria e del ddl bilancio da parte dell'aula del Senato, il 22 dicembre 2009, la manovra conclude il suo iter parlamentare e dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventa legge.
I voti favorevoli di Palazzo Madama sul ddl bilancio sono stati 157, i contrari 120, gli astenuti 4. Dal 2010, cambia volto e nome: si chiamerà Legge di stabilità.

- Il documento approvato dal Direttivo Cgil, 21-22 dicembre 2009
- Allegato 1
- Allegato 2
 

Finanziaria 2010. Un’altra occasione persa

Nulla cambia per lavoratori dipendenti e pensionati. Nonostante sia evidente che senza uno sforzo straordinario questa crisi durerà ancora a lungo e produrrà danni pesanti, nonostante l’esempio degli altri paesi che (indipendentemente dal “colore” del Governo) scelgono questo momento per ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni e per sostenere i settori strategici dell’economia, nonostante lo stesso Governatore della Banca d’Italia abbia recentemente affermato la necessità di ridurre l’imposizione fiscale sui redditi fissi, il Governo è andato avanti sulla sua strada. Nella Finanziaria approvata il 22 dicembre 2009*, il sostegno all’apparato produttivo è di fatto limitato alla creazione di una “Banca per il sud” ed alla messa a disposizione di risorse per la cassa integrazione dirottate da altre fonti, lasciando scoperti i lavoratori che non hanno tutele. Si detassa il “salario di produttività” (in tempi di crisi…) e non si finanzia il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione. Costretto dalle Regioni a rifinanziare il “Patto per la salute”, il Governo impone un nuovo taglio delle risorse agli Enti Locali (attraverso la mancata restituzione di una parte del mancato gettito dell’Ici).
Di fronte a tutto ciò non ci resta che proseguire nella nostra iniziativa sindacale, denunciando gli errori compiuti e la pesante situazione in cui versiamo ed avanzando, come sempre abbiamo fatto, proposte. Lo faremo anche nelle prossime settimane lanciando una grande campagna per una forte riforma fiscale, per una politica del lavoro che parta dall’ascolto della voce dei protagonisti e per l’apertura del tavolo di confronto sul sistema di indicizzazione delle pensioni.
Il 2009 ha dimostrato che non basta la propaganda del Governo per risolvere i problemi. Il 2010 si apre con una legge Finanziaria poco utile e con tanti buoni propositi per il futuro. Lavoreremo affinché non restino parole.

* Con l'approvazione della Finanziaria e del ddl bilancio da parte dell'aula del Senato, il 22 dicembre 2009, la manovra conclude il suo iter parlamentare e dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale diventa legge.
I voti favorevoli di Palazzo Madama sul ddl bilancio sono stati 157, i contrari 120, gli astenuti 4. Dal 2010, cambia volto e nome: si chiamerà Legge di stabilità.

- Il documento approvato dal Direttivo Cgil, 21-22 dicembre 2009
- Allegato 1
- Allegato 2
 

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