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Nel 2009 sono cresciute sia la dotazione complessiva del Fondo a disposizione dei territori sia la loro capacità di spesa, che ha raggiunto ormai il 96% delle risorse. Nuovi servizi e opportunità per anziani e disabili e le loro famiglie Le risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza nel 2009 a disposizione dei territori sono salite a 498.8 milioni. Nel dettaglio la programmazione 2009 risulta distribuita per il 68,5% sull’area anziani, 304,4 milioni, 27,8 milioni in più rispetto al 2008, il 29,3% sull’area disabili 130 milioni, 94,2 milioni in più rispetto al 2008, aumento che interessa in egual misura la residenzialità e la domiciliarità, il 2,2% circa 9,9 milioni per gli interventi trasversali. Per l’area anziani le risorse del Frna (Fondo regionale non autosufficienza) sono state di 304,4 milioni, 27,8 milioni in più rispetto al 2008, con un incremento pari al 10% in più rispetto allo scorso anno . Per l’assegno di cura sono stati previsti 3,6 milioni di euro in più con ulteriore aumento di nuovi beneficiari e ampliamento del numero dei contributi per la regolarizzazione. Per lo sviluppo dell’assistenza domiciliare e dei servizi connessi le risorse sono state di 5,8 milioni in più con aumento di circa 600mila ore di assistenza, con 6mila nuovi beneficiari, l’ampliamento dei piani di assistenza di persone già in carico al servizio, l’aumento degli interventi domiciliari e dei programmi di dimissioni protette. Infine per il potenziamento del sistema di accesso e presa in carico, grazie ai 3,2 milioni programmati, inclusi Fondi nazionali, è stato possibile un ampliamento di circa 360 operatori e un aumento della capacità di presa in carico di circa 5.500 utenti.. Questo risultato è anche il frutto di un serrato e permanente confronto con il Sindacato dei Pensionati. Per il bilancio di previsione del 2010, il confronto si è appena concluso positivamente (il 23 dicembre 2009) con una firma congiunta di Cgil, Cisl e Uil e della categoria dei pensionati: 300 milioni in più di spesa aggiuntiva per il 2010, di cui 157 per il welfare e 143 per lo sviluppo e gli investimenti.