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Spi, Confederazione e categorie Cgil: assumiamo un impegno
La contrattazione sociale nei territori come impegno comune per Spi, Confederazione e categorie dei lavoratori Cgil. È quanto emerso dall’incontro tra il Sindacato pensionati italiani e le categorie dei lavoratori della Cgil che si è tenuto a Roma presso la sede nazionale della Confederazione. L’appuntamento, che si è svolto nell'ambito del Comitato direttivo Spi Cgil programmato il 15 e 16 dicembre, si è aperto con la relazione di Carla Cantone, Segretario generale dello Spi, cui hanno fatto seguito gli interventi di Stefania Crogi (Flai), Rosanna Dettori (Funzione pubblica), Maurizio Landini (Fiom), Franco Martini (Filcams), Agostino Megale (Fisac), Emilio Miceli (Slc), Alberto Morselli (Filctem), Franco Nasso (Filt), Domenico Pantaleo (Flc), Marinella Meschieri (Fillea), Filomena Trizio (Nidil), Franco Chiriaco (Sunia). L’incontro si è concluso con l’intervento del Segretario della Cgil Susanna Camusso.
«Lo Spi – ha ricordato Cantone – negli ultimi anni si è fortemente caratterizzato nell’impegno sulla negoziazione-contrattazione territoriale sociale, senza rinunciare a quel tavolo nazionale (estensione graduale della 14° per i pensionati, modifica del meccanismo di perequazione automatico delle pensioni e legge sulla non autosufficienza le proposte avanzate da Spi, Fnp, Uilp, ndr) conquistato con il governo Prodi e cancellato dall’attuale governo».
I pesanti tagli effettuati dal governo sia sui capitoli di spesa nazionale sia agli Enti locali hanno reso ancora più difficoltoso sostenere, mantenere, riqualificare servizi assistenziali e socio sanitari nei Comuni e nelle Regioni. «Ma questo – ha puntualizzato il segretario generale dello Spi – non può e non deve essere l’alibi per ridurre prestazioni ed assistenza. Fermo restando le proposte della Cgil avanzate al Governo e alle parti sociali imprenditoriali, dobbiamo pretendere anche dai governi regionali e territoriali interventi e scelte per sostenere welfare e sviluppo in ogni parte del nostro Paese». Da questo punto di vista, ha osservato Cantone, negoziazione e contrattazione, insieme alla capacità di proporre, concertare e concordare, rivendicare e mobilitarsi, sono azioni che devono accompagnare il ruolo del sindacato nella contrattazione territoriale e sociale. Insieme, e proprio sul terreno della contrattazione sociale territoriale, precisa il segretario generale del Sindacato pensionati, lo Spi e le categorie del lavoro della Cgil possono «riscoprire una rinnovata confederalità, scoprire partecipazione e democrazia a sostegno del welfare che tutti noi, la Cgil, le sue categorie, le sue strutture dobbiamo continuare a porre nell’agenda dell’impegno sindacale». Per lo Spi Cgil, negoziazione e contrattazione sociale devono affiancarsi e integrarsi con la contrattazione nei luoghi di lavoro. Questa 'convergenza' potrebbe realizzarsi, innanzitutto, rivendicando più equità nella distribuzione del reddito e nell'accesso al welfare attraverso un sistema di protezione sociale coerente con le esigenze della società attuale e infine, attraverso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale.
Obiettivi che è possibile raggiungere solo con una forte presenza della Confederazione su tutti i territori e con una gestione capillare della contrattazione sociale in tutti i suoi livelli, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso chiudendo l’incontro. I diritti che riguardano il lavoro, welfare e cittadinanza sono inscindibili, ha ricordato Camusso. «Contro l’egoismo e contro chi, al massimo, somma le individualità, la contrattazione territoriale e sociale – ha dichiarato Camusso – è uno strumento per una ricostruzione collettiva e sociale di un welfare che promuova cesione sociale e uguaglianza». L'idea di territorio – ha aggiunto – per noi, non è sinonimo di competizione tra aree territoriali diverse, come invece si progetta con il federalismo fiscale, e neanche incremento delle disuguaglianze. Per noi - ha spiegato la leader del sindacato di Corso d'Italia – il tema è come si declina, all'interno del territorio, con la crisi in corso, la qualità dei servizi alle persone", affinchè ha proseguito "ci sia un'idea nazionale che renda omogenee le grandi reti e che il welfare locale sia supporto di riduzione delle disuguaglianze interne ed esterne al territorio».
(16.12.2010)
- La relazione Carla Cantone - Gli interventi - La scheda Spi sulla negoziazione sociale