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17 maggio 2012
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Fototeca

L’importanza ormai riconosciuta della fonte fotografica e dei suoi molteplici utilizzi nel campo degli studi e della trasmissione della memoria, ha motivato il progetto di costituzione di una Fototeca dello Spi-Cgil nazionale che raccogliesse le centinaia di immagini che si sono prodotte nel corso degli ultimi decenni e valorizzasse un patrimonio ancora sconosciuto. Dal lavoro di riordino, digitalizzazione e catalogazione è nato così un archivio fotografico facilmente fruibile e di grande interesse, sia in termini documentari, sia in termini storici. I volti, le battaglie, i cartelli scritti a mano, le generazioni che si susseguono, l’attività d’organizzazione, la militanza, le iniziative locali, i dirigenti e gli attivisti, le feste, i pranzi, la rabbia e l’ironia, gli appuntamenti di studio, qui testimoniati, fanno di questo patrimonio un’altra tessera fondamentale della nostra storia recente che oggi lo Spi restituisce alla sua comunità, agli studiosi e ai giovani. La Fototeca si costituisce di diversi supporti e tipologie fotografiche: oltre 2.500 positivi e i provini su carta, 3.300 negativi, 1.200 diapositive e circa 2.000 contatti, inutilizzabili per la loro dimensione ma comunque preziosi a fini documentari. I materiali sono stati ordinati cronologicamente e inseriti in buste contenenti serie o pezzi unici corrispondenti a eventi o soggetti.
L’arco cronologico copre gli anni dal 1985 al 2008 (elezione di Carla Cantone alla segreteria generale), fatta eccezione per una miscellanea di 70 foto aggregate in un’unica busta, che spazia dal 1950 ai primi anni Ottanta. Gli eventi raffigurati documentano in prevalenza: manifestazioni di piazza; convegni, tavole rotonde, forum, presentazioni promosse o cui ha aderito lo Spi-Cgil; l’attività interna d’organizzazione (congressi, comitati direttivi, assemblee quadri, anniversari ecc.); e in misura minore iniziative di altre confederazioni di categoria e organismi affini (Sunia, Cirdal, Confesercenti, Leghe territoriali, Cer, Auser). Riguardo alla localizzazione solo 5 serie si ambientano fuori dall’Italia (Città del Vaticano, in relazione ad un’iniziativa a sostegno degli indios amazzonici; Mozambico, a testimonianza delle campagne promosse da Progetto Sviluppo; Bosnia, con il reportage di Ferruccio Danini a Mostar durante la guerra nella ex Yugoslavia), mentre le restanti si concentrano soprattutto nella capitale e nel centro-nord.

La consultazione delle immagini – limitata allo stato attuale ai positivi su carta – potrà avvenire attraverso l’uso di un database appositamente creato, rispondente ai parametri più avanzati della catalogazione del documento fotografico e alle caratteristiche specifiche del fondo. Per ogni foto oltre ai campi consueti – autore, titolo, data, luogo, supporto, cromatismo, dimensione, antroponimi, diritti – si sono aggiunti campi più specifici funzionali a una lettura profonda del documento, come ad esempio il campo “descrizione” - in cui sono presenti da due a più parole chiave relative ad oggetti o situazioni che distinguono la foto - e il campo “cartelli, striscioni, parole d’ordine” - in cui si riportano tutte le scritte intelligibili presenti nella foto – costituente una sorta di thesaurus degli slogans dell’attività sindacale di categoria.

 Vai alla galleria fotografica "Fototeca"

Fototeca

L’importanza ormai riconosciuta della fonte fotografica e dei suoi molteplici utilizzi nel campo degli studi e della trasmissione della memoria, ha motivato il progetto di costituzione di una Fototeca dello Spi-Cgil nazionale che raccogliesse le centinaia di immagini che si sono prodotte nel corso degli ultimi decenni e valorizzasse un patrimonio ancora sconosciuto. Dal lavoro di riordino, digitalizzazione e catalogazione è nato così un archivio fotografico facilmente fruibile e di grande interesse, sia in termini documentari, sia in termini storici. I volti, le battaglie, i cartelli scritti a mano, le generazioni che si susseguono, l’attività d’organizzazione, la militanza, le iniziative locali, i dirigenti e gli attivisti, le feste, i pranzi, la rabbia e l’ironia, gli appuntamenti di studio, qui testimoniati, fanno di questo patrimonio un’altra tessera fondamentale della nostra storia recente che oggi lo Spi restituisce alla sua comunità, agli studiosi e ai giovani. La Fototeca si costituisce di diversi supporti e tipologie fotografiche: oltre 2.500 positivi e i provini su carta, 3.300 negativi, 1.200 diapositive e circa 2.000 contatti, inutilizzabili per la loro dimensione ma comunque preziosi a fini documentari. I materiali sono stati ordinati cronologicamente e inseriti in buste contenenti serie o pezzi unici corrispondenti a eventi o soggetti.
L’arco cronologico copre gli anni dal 1985 al 2008 (elezione di Carla Cantone alla segreteria generale), fatta eccezione per una miscellanea di 70 foto aggregate in un’unica busta, che spazia dal 1950 ai primi anni Ottanta. Gli eventi raffigurati documentano in prevalenza: manifestazioni di piazza; convegni, tavole rotonde, forum, presentazioni promosse o cui ha aderito lo Spi-Cgil; l’attività interna d’organizzazione (congressi, comitati direttivi, assemblee quadri, anniversari ecc.); e in misura minore iniziative di altre confederazioni di categoria e organismi affini (Sunia, Cirdal, Confesercenti, Leghe territoriali, Cer, Auser). Riguardo alla localizzazione solo 5 serie si ambientano fuori dall’Italia (Città del Vaticano, in relazione ad un’iniziativa a sostegno degli indios amazzonici; Mozambico, a testimonianza delle campagne promosse da Progetto Sviluppo; Bosnia, con il reportage di Ferruccio Danini a Mostar durante la guerra nella ex Yugoslavia), mentre le restanti si concentrano soprattutto nella capitale e nel centro-nord.

La consultazione delle immagini – limitata allo stato attuale ai positivi su carta – potrà avvenire attraverso l’uso di un database appositamente creato, rispondente ai parametri più avanzati della catalogazione del documento fotografico e alle caratteristiche specifiche del fondo. Per ogni foto oltre ai campi consueti – autore, titolo, data, luogo, supporto, cromatismo, dimensione, antroponimi, diritti – si sono aggiunti campi più specifici funzionali a una lettura profonda del documento, come ad esempio il campo “descrizione” - in cui sono presenti da due a più parole chiave relative ad oggetti o situazioni che distinguono la foto - e il campo “cartelli, striscioni, parole d’ordine” - in cui si riportano tutte le scritte intelligibili presenti nella foto – costituente una sorta di thesaurus degli slogans dell’attività sindacale di categoria.

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