ingrandisci / riduci font ingrandisci font riduci font
03.33
13 febbraio 2012
Chi siamo
Le persone
Gli organismi
Struttura
La struttura nazionale
La struttura territoriale
Dove trovarci
Lo Spi in Italia
Contatta lo Spi
E-mail, telefoni
Ufficio stampa
  • Informazione
    • Comunicati Stampa
    • Rassegna Welfare
    • Notiziari Tematici
    • Multimedia SPI
  • Tematiche
    • Pensioni e Redditi
    • Salute
    • Non Autosufficienza
    • Servizi sociali
    • Contrattazione
    • Socialità e Benessere
  • Approfondimenti
    • Esperto risponde
    • Le Nostre Parole
    • economia e politica
    • Archivi e teche

Pubblicazioni

 

  • VITA ATTIVA?

I “giovani anziani” fra insicurezza e partecipazione
A cura di Maria Luisa Mirabile
Edizioni Ediesse – Edizione 2009

La vita si è allungata e con essa anche la vecchiaia è divenuta più estesa e sfaccettata, imponendo alla ricerca sociale, alla politica e al sindacato una ridefinizione del ruolo economico e sociale degli anziani.
Anche per questo nell’ultimo quindicennio le pressioni per un allungamento della vita lavorativa si sono imposte nel discorso pubblico, tendendo ad oscurare le numerose ragioni che nel nostro paese si frappongono alla realizzazione di questo obiettivo, non ultimi la persistente marginalizzazione della manodopera adulta e il ricorso delle imprese alle uscite anticipate. Non solo.
Nella stessa società i profili della vecchiaia – anagrafico, biologico, sociale, funzionale – tendono a diversificarsi in base alle condizioni di salute, alla regolazione istituzionale del corso di vita, allo status. Per questo le lunghe durate lavorative (ovvie e in qualche misura «irrinunciabili» per le fasce della popolazione più in alto nella scala sociale e professionale) sono divenute argomento ricorrente dei dibattiti sulla riforma del welfare con termini evocativi quali attivazione e occupabilità. Meno incisivi i richiami per un ruolo socialmente utile degli anziani, che comunque rappresentano la componente generazionale più consistente nel volontariato e nelle attività partecipative.
Un apporto dato in un contesto regolativo e di offerta pubblica ancora da sviluppare, che ancor oggi in Italia vive largamente di una capacità organizzativa scarsamente incentivata.
Il libro raccoglie e rielabora una fitta serie di risultati di ricerca realizzati dall’Ires grazie alla costante collaborazione con lo Spi e con altri istituti e network di ricerca. Dalle analisi pubblicate emerge preoccupazione per una nuova declinazione del rischio sociale della «seconda metà della carriera», mentre si sottolinea il ruolo di pubblica utilità svolto dagli anziani attraverso le attività volontarie e partecipative.


 

  • GLI ANZIANI E LA POLITICA

Viaggio tra gli iscritti allo Spi-Cgil
AA.VV.
Edizioni Liberetà – edizione 2008
Crisi della politica, antipolitica, protesta. Sono solo alcuni dei fenomeni che caratterizzano l’attuale fase politica. Le stesse elezioni nazionali dell’aprile 2008 si sono svolte in un clima di crescente sfiducia nei partiti e nella partecipazione. In settori consistenti dell’elettorato popolare si sono registrate forti tendenze verso l’astensione o verso il voto alla coalizione della destra. Questa ricerca tenta di mettere a fuoco le ragioni del fenomeno come si presenta tra gli iscritti allo Spi, il più grande sindacato dei pensionati in Europa. Il difficile rapporto con la politica, le paure e le ansie sociali rispetto ai temi della povertà, dell’immigrazione o della sicurezza; e poi ancora come gli amministratori di alcune delle principali città italiane vedono la “questione anziani” e il loro rapporto con la politica. Oltre 18.000 iscritti hanno detto la loro attraverso questa ricerca. Le loro voci e le loro idee sono riassunte nelle pagine di questo libro.
 

  • BENI PUBBLICI E SERVIZI SOCIALI IN TEMPI DI SUSSIDIARIETÀ

A cura di Carlo Magnani

Giappichelli editore - Edizione 2007

La “fortuna” della sussidiarietà si accompagna a diverse declinazioni “ideologiche” della stessa. Talora la sussidiarietà è giustificata in nome dell’esigenza di attrarre servizi e beni pubblici nella sfera del mercato. Talaltra, in maniera del tutto opposta e speculare, è preventivamente demonizzata, in nome di una visione centralista e statalista.

La sussidiarietà non si lascia tradurre in una interpretazione unitaria. È un principio normativo che presiede alla ripartizione ed alla allocazione delle funzioni e dei poteri. Ma è anche una esperienza sociale e territoriale, una pratica libera di cittadini che concorrono allo svolgimento di attività di interesse generale.

Quale è, allora, la reale portata della sussidiarietà? Quali questioni pone alle organizzazioni sociali come il sindacato? Quali sono i concreti modelli di sussidiarietà sperimentati nel territorio? Quale l’impatto sui diritti sociali delle diverse declinazioni di essa?

Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali il volume prova a rispondere, muovendo dalla realtà della sussidiarietà più che dalle sue “ideologie”.

Il volume ospita i contributi di Vittorio Angiolini, Luca Antonini, Gregorio Arena, Marco Arlotti, Antonio Cantaro, Giuseppe Cotturri, Claudio De Fiores, Yuri Kazepov, Betty Leone, Federico Losurdo, Carlo Magnani, Michele Mangano, Stelio Mangiameli, Lella Mazzoli, Alessandro Montebugnoli, Vittorio Olgiati, Paolo Pascucci, Achille Passoni, Cesare Pinelli, Carlo Podda, Antonio Quagliani, Riccardo Terzi, Fausto Vecchio, Giuseppe Vecchio, Stefano Zamagni.

 

 

Pubblicazioni

 

  • VITA ATTIVA?

I “giovani anziani” fra insicurezza e partecipazione
A cura di Maria Luisa Mirabile
Edizioni Ediesse – Edizione 2009

La vita si è allungata e con essa anche la vecchiaia è divenuta più estesa e sfaccettata, imponendo alla ricerca sociale, alla politica e al sindacato una ridefinizione del ruolo economico e sociale degli anziani.
Anche per questo nell’ultimo quindicennio le pressioni per un allungamento della vita lavorativa si sono imposte nel discorso pubblico, tendendo ad oscurare le numerose ragioni che nel nostro paese si frappongono alla realizzazione di questo obiettivo, non ultimi la persistente marginalizzazione della manodopera adulta e il ricorso delle imprese alle uscite anticipate. Non solo.
Nella stessa società i profili della vecchiaia – anagrafico, biologico, sociale, funzionale – tendono a diversificarsi in base alle condizioni di salute, alla regolazione istituzionale del corso di vita, allo status. Per questo le lunghe durate lavorative (ovvie e in qualche misura «irrinunciabili» per le fasce della popolazione più in alto nella scala sociale e professionale) sono divenute argomento ricorrente dei dibattiti sulla riforma del welfare con termini evocativi quali attivazione e occupabilità. Meno incisivi i richiami per un ruolo socialmente utile degli anziani, che comunque rappresentano la componente generazionale più consistente nel volontariato e nelle attività partecipative.
Un apporto dato in un contesto regolativo e di offerta pubblica ancora da sviluppare, che ancor oggi in Italia vive largamente di una capacità organizzativa scarsamente incentivata.
Il libro raccoglie e rielabora una fitta serie di risultati di ricerca realizzati dall’Ires grazie alla costante collaborazione con lo Spi e con altri istituti e network di ricerca. Dalle analisi pubblicate emerge preoccupazione per una nuova declinazione del rischio sociale della «seconda metà della carriera», mentre si sottolinea il ruolo di pubblica utilità svolto dagli anziani attraverso le attività volontarie e partecipative.


 

  • GLI ANZIANI E LA POLITICA

Viaggio tra gli iscritti allo Spi-Cgil
AA.VV.
Edizioni Liberetà – edizione 2008
Crisi della politica, antipolitica, protesta. Sono solo alcuni dei fenomeni che caratterizzano l’attuale fase politica. Le stesse elezioni nazionali dell’aprile 2008 si sono svolte in un clima di crescente sfiducia nei partiti e nella partecipazione. In settori consistenti dell’elettorato popolare si sono registrate forti tendenze verso l’astensione o verso il voto alla coalizione della destra. Questa ricerca tenta di mettere a fuoco le ragioni del fenomeno come si presenta tra gli iscritti allo Spi, il più grande sindacato dei pensionati in Europa. Il difficile rapporto con la politica, le paure e le ansie sociali rispetto ai temi della povertà, dell’immigrazione o della sicurezza; e poi ancora come gli amministratori di alcune delle principali città italiane vedono la “questione anziani” e il loro rapporto con la politica. Oltre 18.000 iscritti hanno detto la loro attraverso questa ricerca. Le loro voci e le loro idee sono riassunte nelle pagine di questo libro.
 

  • BENI PUBBLICI E SERVIZI SOCIALI IN TEMPI DI SUSSIDIARIETÀ

A cura di Carlo Magnani

Giappichelli editore - Edizione 2007

La “fortuna” della sussidiarietà si accompagna a diverse declinazioni “ideologiche” della stessa. Talora la sussidiarietà è giustificata in nome dell’esigenza di attrarre servizi e beni pubblici nella sfera del mercato. Talaltra, in maniera del tutto opposta e speculare, è preventivamente demonizzata, in nome di una visione centralista e statalista.

La sussidiarietà non si lascia tradurre in una interpretazione unitaria. È un principio normativo che presiede alla ripartizione ed alla allocazione delle funzioni e dei poteri. Ma è anche una esperienza sociale e territoriale, una pratica libera di cittadini che concorrono allo svolgimento di attività di interesse generale.

Quale è, allora, la reale portata della sussidiarietà? Quali questioni pone alle organizzazioni sociali come il sindacato? Quali sono i concreti modelli di sussidiarietà sperimentati nel territorio? Quale l’impatto sui diritti sociali delle diverse declinazioni di essa?

Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali il volume prova a rispondere, muovendo dalla realtà della sussidiarietà più che dalle sue “ideologie”.

Il volume ospita i contributi di Vittorio Angiolini, Luca Antonini, Gregorio Arena, Marco Arlotti, Antonio Cantaro, Giuseppe Cotturri, Claudio De Fiores, Yuri Kazepov, Betty Leone, Federico Losurdo, Carlo Magnani, Michele Mangano, Stelio Mangiameli, Lella Mazzoli, Alessandro Montebugnoli, Vittorio Olgiati, Paolo Pascucci, Achille Passoni, Cesare Pinelli, Carlo Podda, Antonio Quagliani, Riccardo Terzi, Fausto Vecchio, Giuseppe Vecchio, Stefano Zamagni.

 

 

Stampa  
Strategie Sindacali Strategie Organizzative Politiche Internazionali Studi e Ricerche Formazione Sindacale Politiche di Genere Cultura e Comunicazione Memoria

Crediti

Crediti