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17 maggio 2012
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LiberEtà

 

Uno degli strumenti tradizionalmente più importanti, per la comunicazione dello Spi è LiberEtà.

La rivista ha cinquant’anni di vita e nasce per un’intuizione di Giuseppe Di Vittorio che volle dare vita a uno strumento di informazione per i pensionati. A quel tempo la testata si chiamava “Il pensionato d’Italia”.
Negli ultimi anni il posizionamento della rivista è cambiato: oggi LiberEtà si rivolge non solo ai pensionati ma a tutti i componenti della famiglia; anche la grafica è cambiata negli anni: la carta non è più quella lucida che creava qualche fastidio per la lettura; i contenuti sono ampliati.
La rivista è diffusa per abbonamento con una tiratura media di 180 mila copie. Il sostegno alla rivista è fornito dalle campagne di abbonamento e dalle numerose campagne di diffusione straordinaria in occasione di eventi rilevanti per la vita dello Spi e la condizione dei pensionati.

Da sempre, grande rilievo è stato attribuito alla diffusione degli attivisti di LiberEtà, colonna portante del giornale e delle sue campagne di abbonamento, e alla loro formazione. E’ per questo che è stato istituito il Premio attivisti di LiberEtà che di solito viene assegnato durante la Festa nazionale di Liberetà, scelto tra i candidati individuati dagli Spi territoriali. I criteri di scelta degli attivisti, ovviamente, tengono conto dell’impegno nella diffusione di LiberEtà e del progetto di rilancio degli abbonamenti, con una attenzione particolare al ruolo delle leghe, nonché alla presenza delle donne.

La rivista è edita dalla Società editoriale LiberEtà. Si è verificato un sensibile incremento dei libri editi da LiberEtà, non solo quelli che pubblicano ricerche, guide o studi prodotti dallo Spi, ma, in particolare, quelli relativi alla memoria, che ripercorrono storie di lavoro, di lotte sociali, di momenti della lotta antifascista e della Resistenza, libri che hanno indotto un moltiplicarsi di iniziative nelle scuole, nei luoghi della socialità e in quelli della cultura, rappresentando un’importante occasione per veicolare il nostro approccio a un rapporto intergenerazionale e il messaggio di un positivo contributo degli anziani alla società.

La casa editrice LiberEtà, in collaborazione con la Fondazione Archivio Diaristico Pieve S. Stefano, bandisce ogni anno un concorso letterario denominato "Premio LiberEtà Autobiografia per una vita di lavoro e di impegno sociale ", per valorizzare la memoria delle generazioni, con lo scopo di tramandare alle nuove generazioni l’esperienza di quelle precedenti. Ogni anno viene scelta una rosa di finalisti. Il vincitore ottiene come premio la pubblicazione del suo diario.

Nel 2005 è nato il "Premio LiberEtà Generazioni", promosso in collaborazione con il Progetto memoria dello Spi Cgil e l’Associazione Proteo Fare Sapere. Si tratta di un progetto di "memoria tramandata", in cui sono i più giovani a raccogliere le testimonianze degli anziani, contribuendo così alla trasmissione di una memoria critica.

Con il concorso “Giovani Matite” la rivista dà la possibilità a giovani vignettisti di esprimersi su temi di volta in volta indicati dalla redazione.

Particolare rilevanza viene attribuita agli appuntamenti rappresentati dalle Feste di LiberEtà, come fatto culturale di grande importanza che consente un rapporto diretto con gli iscritti e i pensionati. La Festa annuale si svolge ogni anno in una città diversa, è un’occasione per approfondire i temi dell’attualità con una particolare attenzione alla tematica del diritto all’informazione; altrettanto importanti sono diventate nel tempo anche le Feste di LiberEtà a livello regionale e territoriale. Questi appuntamenti, come quello nazionale, sono caratterizzati da dibattiti, convegni, tavole rotonde su temi della comunicazione e dell’informazione e su altri temi di interesse del sindacato, spesso con la partecipazione della segreteria nazionale dello Spi, configurando un importante momento per riflettere sul rapporto fra anziani e media, sulla situazione dell’informazione e della libertà di stampa in Italia, sugli effetti devastanti del conflitto di interessi e sul predominio dell’informazione televisiva, sull’importanza di sostenere e diffondere uno strumento come LiberEtà.
 

 

 

 

 

 

 

 

LiberEtà

 

Uno degli strumenti tradizionalmente più importanti, per la comunicazione dello Spi è LiberEtà.

La rivista ha cinquant’anni di vita e nasce per un’intuizione di Giuseppe Di Vittorio che volle dare vita a uno strumento di informazione per i pensionati. A quel tempo la testata si chiamava “Il pensionato d’Italia”.
Negli ultimi anni il posizionamento della rivista è cambiato: oggi LiberEtà si rivolge non solo ai pensionati ma a tutti i componenti della famiglia; anche la grafica è cambiata negli anni: la carta non è più quella lucida che creava qualche fastidio per la lettura; i contenuti sono ampliati.
La rivista è diffusa per abbonamento con una tiratura media di 180 mila copie. Il sostegno alla rivista è fornito dalle campagne di abbonamento e dalle numerose campagne di diffusione straordinaria in occasione di eventi rilevanti per la vita dello Spi e la condizione dei pensionati.

Da sempre, grande rilievo è stato attribuito alla diffusione degli attivisti di LiberEtà, colonna portante del giornale e delle sue campagne di abbonamento, e alla loro formazione. E’ per questo che è stato istituito il Premio attivisti di LiberEtà che di solito viene assegnato durante la Festa nazionale di Liberetà, scelto tra i candidati individuati dagli Spi territoriali. I criteri di scelta degli attivisti, ovviamente, tengono conto dell’impegno nella diffusione di LiberEtà e del progetto di rilancio degli abbonamenti, con una attenzione particolare al ruolo delle leghe, nonché alla presenza delle donne.

La rivista è edita dalla Società editoriale LiberEtà. Si è verificato un sensibile incremento dei libri editi da LiberEtà, non solo quelli che pubblicano ricerche, guide o studi prodotti dallo Spi, ma, in particolare, quelli relativi alla memoria, che ripercorrono storie di lavoro, di lotte sociali, di momenti della lotta antifascista e della Resistenza, libri che hanno indotto un moltiplicarsi di iniziative nelle scuole, nei luoghi della socialità e in quelli della cultura, rappresentando un’importante occasione per veicolare il nostro approccio a un rapporto intergenerazionale e il messaggio di un positivo contributo degli anziani alla società.

La casa editrice LiberEtà, in collaborazione con la Fondazione Archivio Diaristico Pieve S. Stefano, bandisce ogni anno un concorso letterario denominato "Premio LiberEtà Autobiografia per una vita di lavoro e di impegno sociale ", per valorizzare la memoria delle generazioni, con lo scopo di tramandare alle nuove generazioni l’esperienza di quelle precedenti. Ogni anno viene scelta una rosa di finalisti. Il vincitore ottiene come premio la pubblicazione del suo diario.

Nel 2005 è nato il "Premio LiberEtà Generazioni", promosso in collaborazione con il Progetto memoria dello Spi Cgil e l’Associazione Proteo Fare Sapere. Si tratta di un progetto di "memoria tramandata", in cui sono i più giovani a raccogliere le testimonianze degli anziani, contribuendo così alla trasmissione di una memoria critica.

Con il concorso “Giovani Matite” la rivista dà la possibilità a giovani vignettisti di esprimersi su temi di volta in volta indicati dalla redazione.

Particolare rilevanza viene attribuita agli appuntamenti rappresentati dalle Feste di LiberEtà, come fatto culturale di grande importanza che consente un rapporto diretto con gli iscritti e i pensionati. La Festa annuale si svolge ogni anno in una città diversa, è un’occasione per approfondire i temi dell’attualità con una particolare attenzione alla tematica del diritto all’informazione; altrettanto importanti sono diventate nel tempo anche le Feste di LiberEtà a livello regionale e territoriale. Questi appuntamenti, come quello nazionale, sono caratterizzati da dibattiti, convegni, tavole rotonde su temi della comunicazione e dell’informazione e su altri temi di interesse del sindacato, spesso con la partecipazione della segreteria nazionale dello Spi, configurando un importante momento per riflettere sul rapporto fra anziani e media, sulla situazione dell’informazione e della libertà di stampa in Italia, sugli effetti devastanti del conflitto di interessi e sul predominio dell’informazione televisiva, sull’importanza di sostenere e diffondere uno strumento come LiberEtà.
 

 

 

 

 

 

 

 

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